VADEMECUM DEL CERCATORE DI FUNGHI

Con l’approvazione della legge n. 16 del 25 maggio 2015, Regione Lombardia stabilisce che la raccolta dei funghi è gratuita su tutto il territorio regionale.Tuttavia, per tutelare la biodiversità, il patrimonio boschivo e valorizzare le risorse naturali, i comuni ricompresi nel territorio delle Comunità Montane e gli Enti gestori dei Parchi situati al di fuori del territorio delle Comunità montane, possono richiedere il pagamento di un contributo (giornaliero, settimanale, mensile o annuale).

Come riportato sul documento contenenti le disposizioni sulla raccolta, coltivazione e commercializzazione dei funghi epigei:

  • la raccolta autorizzata è limitata ai soli corpi fruttiferi epigei ed è consentita dall’alba al tramonto in maniera esclusivamente manuale, senza l’impiego di alcun attrezzo, fatta salva l’asportazione dei corpi fruttiferi cespitosi quali le Armillaria spp per i quali è consentito il taglio del gambo;
  • il limite massimo di raccolta giornaliera per persona è di tre chilogrammi, salvo che tale limite sia superato per la raccolta di esemplari di Armillaria spp, genere per il quale non sono fissati limiti quantitativi;
  • é obbligatoria la pulitura sommaria sul luogo di raccolta dei funghi riconosciuti eduli; non sussiste obbligo di pulitura per gli esemplari da sottoporre al riconoscimento degli ispettorati micologici;
  • é obbligatorio l’uso di contenitori rigidi, idonei a favorire la dispersione delle spore durante il trasporto.

Maggiori informazioni

PERICOLO AVVELENAMENTI

I funghi mortali sono davvero pochi (circa il 2% delle circa 3.000 specie conosciute), eppure si stima che in Europa si verifichino circa 300 decessi l’anno a causa loro. Pur in assenza di dati precisi si ritiene che ogni anno si presentino tra i 2.000 e 3.000 casi di intossicazione da amanite velenose e altri 6.000-8.000 casi di intossicazione da funghi di altre specie.

I disturbi da avvelenamento si possono manifestare poco dopo il consumo del fungo stesso (sindrome a breve latenza, tra i 30 minuti e le 4 ore) o dopo molto più tempo (sindrome a lunga latenza, dalle 4 alle 48 ore; per alcune specie addirittura 20 giorni dopo il consumo). I casi più gravi sono dunque questi ultimi, perchè si interviene quando già l’organismo è stato compromesso e inoltre, la comparsa tardiva dei sintomi iniziali può indurre a consumare ulteriori quantità dello stesso fungo.

  • IL CONSUMO DI FUNGHI NON COLTIVATI È AUSPICABILE AVVENGA SOLO DOPO IL RICONOSCIMENTO CERTO DELLE SPECIE FUNGINE SOLO SE QUESTE SONO INDICATE COME COMMESTIBILI NEI LIBRI SPECIALISTICI AGGIORNATI E SOPRATTUTTO SOLO DOPO UN CONTROLLO OPERATO DAGLI ISPETTORI MICOLOGICI PRESSO LE ASL.
  • IN QUALUNQUE CASO DI SOSPETTA INTOSSICAZIONE DA FUNGO BISOGNA RECARSI ALL’OSPEDALE O CHIAMARE UN CENTRO ANTIVELENI E TENERE A DISPOSIZIONE EVENTUALI AVANZI DEI FUNGHI CONSUMATI.

Sedi ispettorati micologici in lombardia